Importante per la storia di Roma sono gli Etruschi. La loro origine è comunemente vista come lo sviluppo della civiltà villanoviana, con l’importante apporto degli immigrati anatolici. Inizialmente erano stanziati in Toscana; in seguito, diversi fattori, quali lo sfruttamento delle risorse metallifere, culture agrarie avanzate come l’irrigazione ed il drenaggio, attitudine ai commerci su larga scala, fiorente e raffinato artigianato, li portarono ad uno sviluppo espansionistico verso la pianura padana e la Campania.

Li portò anche ad una forte differenziazione sociale, dove i più umili erano costretti in condizioni di dipendenza verso i ceti arricchiti. Tale differenza sociale si riflette nelle grandi tombe aristocratiche ornate da preziosi suppellettili d’importazione. Dal IX secolo, si era già assistito all’abbandono dei piccoli villaggi in favore di aggregazioni unitarie più grandi, portando alla formazione del modello della città. Le città erano autonome, rette inizialmente da un re, detto lucumone, e successivamente da magistrati annuali, gli zilath. Poco più tardi si formò un’unione di dodici città, la Dodecapoli etrusca, con scopi essenzialmente religiosi. A tal proposito, molto importante per gli studi su Roma, va ricordata la cosiddetta disciplina etrusca, con il quale si interrogava la divinità: l’aruspicina , era la tecnica di inchiesta attraverso i fegati di animali sacrificali oppure il volo degli uccelli , aspettandone i precetti. Questa importante pratica presiedeva alla fondazione delle città od alla divisione delle proprietà. Per quanto riguarda il loro pantheon divino, gli Etruschi si rifacevano al modello ellenico, basato su figure antropomorfe. Particolare rilievo aveva il culto dei morti, che, avendo una concezione laboriosa dell’aldilà, veniva festeggiato con giochi ,banchetti e combattimenti.
Fonte:
”Storia romana. Dalle origini alla tarda antichità” di Mario Pani ed Elisabetta Todisco

