Dopo gli Etruschi ed i Greci, ora vediamo il terzo grande nucleo era rappresentato dai popoli italici, appartenenti al gruppo osco-umbro-sabellico, tradizionalmente più chiusi ai contatti transmarini.

Essi non conobbero mai l’evoluzione cittadina, ma rimasero in un sistema caratterizzato da arretratezza culturale ed economia a struttura vicanica. La società si manteneva grazie alla pastorizia nomade e si autocontrollava in caso di carestie con periodici “sfoltimenti” demografici (sacrifici, abbandoni e allontanamenti). In questa situazione, col passare del tempo e sovrapponendosi agli autoctoni, si affermarono popolazioni di stampo tribale, come i Volsci, i Sanniti, i Bruzi ed i Lucani (che soppiantarono gli Enotri). La loro espansione rappresentava una minaccia sia per Roma che per gli altri popoli italici.
