Era il 6 aprile dell’anno 1327, quando Petrarca nella chiesa di S. Chiara ad Avignone incontrò Laura, la donna che sarebbe stata al centro del suo amore. Di lei non sappiamo quasi nulla, tranne quello che ne racconta lo stesso poeta. Laura, che non contraccambiò mai l’amore, fu oggetto di un sentimento che sarebbe durato oltre la morte della donna, avvenuta durante la terribile pestilenza del 1348.

L’amore per Laura è il tema del Canzoniere, una delle opere in volgare di Francesco Petrarca, ed è nel Sonetto 90 che ne ricorda il primo incontro, in cui se ne innamorò perdutamente:
Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ’n mille dolci nodi gli avolgea,
e ’l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;
e ’l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?
Non era l’andar suo cosa mortale,
ma d’angelica forma; e le parole
sonavan altro, che pur voce humana.
Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or tale,
piagha per allentar d’arco non sana.


Gli amori non ricambiati hanno il privilegio dell’eternità. Purtroppo…Ciao! E&P